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Prove
tecniche di Fad: le comunita'
Posta
elettronica e scambio di elaborati non bastano, la Formazione a
distanza si basa sulla combinazione di metodologie diverse e ha
bisogno di una buona quota di interattivita'.
Spesso la progettazione dei corsi non prevede uno spazio per la
FAD, ma piuttosto la cita come strumento o la suggerisce, senza
mettere a disposizione investimenti e strumenti.
Quando non c'e' la possibilita' di progettare sistemi ad hoc, si
puo' ripiegare sull'utilizzo di conferenze e comunita', con
risultati interessanti.
Attualmente stiamo sperimentando e tenendo sotto monitoraggio
una comunita' nell'ambito del corso: "Il castello di
Vigevano: modelli professionali e campi di impiego al servizio
del turismo", promosso dal Comune di Vigevano insieme a
Regione Lombardia, con IG e Bergamo Formazione come ente
attuatore. La comunita' e' gestita da Bonucchi & Associati
srl (responsabile del coordinamento didattico) e ha l'obiettivo
di mantenere un legame costante con un gruppo di allievi. Essi
sono impegnati in un percorso che prevede molte ore di lavoro
individuale e di progettazione di un business plan. Il problema
consiste nel legare le attivita' di docenza frontale con il
lavoro "a tavolino", mettere a disposizione dei
partecipanti un aiuto costante, un riferimento per i loro dubbi,
una verifica delle loro produzioni intermedie.
Per tutto questo anche una comunita' creata in maniera
semplicissima su msn.it puo' funzionare. Prima di tutto perche'
i tempi di apertura sono quasi nulli: dal momento in cui abbiamo
deciso (lo strumento non era contemplato dal programma) a quello
nel quale i ragazzi hanno potuto accedere non e' passata piu' di
mezza giornata.
Il bilancio si puo' fare a meta' strada, in quanto il corso
conclude la parte in aula a fine maggio, ma inizia la fase nella
quale i partecipanti stendono il business plan e hanno bisogno
di assistenza. Lo strumento funziona, nel senso che raggiunge
l'obiettivo della creazione di un luogo di riferimento, ha una
funzione importante di scambio di materiali ma anche di
conservazione e documentazione. Contiene una discreta quantita'
di indirizzi URL, bibliografie, esempi di business plan.
Il fatto di aver impostato la comunita' come privata, necessario
per la riservatezza chiesta dai partecipanti, ha inibito lo
scambio di idee e materiali con altri corsi.
Un altro limite si e' evidenziato nello scarso utilizzo del chat,
che e' molto facile da usare ma non rientra nelle abitudini dei
partecipanti e richiede discrete abilita' di sintesi per essere
utilizzato come riunione a distanza.
Ultimo, ma non ultimo, il vero limite di tutta l'operazione,
legato a condizioni strutturali piu' che al singolo caso:
naturalmente la comunita' ha immediatamente segmentato l'aula,
dividendola in chi ha praticato l'accesso da chi non l'ha fatto.
(continua)
Rita Bonucchi
Bonucchi & Associati srl
staff@bonucchi.com www.bonucchi.com
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